25 maggio 2026
Tempo di lettura [minuti]: 21
Vision & Strategy
Visione strategica: il futuro della diagnostica molecolare
Dal laboratorio al territorio, dalla qPCR distribuita al deep multiplexing clinico e all’NGS custom: una lettura strategica dei trend che stanno trasformando la diagnostica molecolare in una infrastruttura industriale, digitale e clinica.
Abstract
Contesto
La diagnostica molecolare sta passando da funzione specialistica di laboratorio a infrastruttura distribuita, connessa e sempre più integrata nei percorsi clinici. Il tema non è soltanto rendere i test più rapidi, ma trasformare il risultato molecolare in una decisione più tempestiva, tracciabile e utile al sistema sanitario.
Trend chiave
Decentralizzazione, automazione, AI, medicina di precisione, interoperabilità dei dati e accesso ai test essenziali sono le direttrici principali. Ognuna richiede tecnologie solide, ma anche governance, qualità, validazione e sostenibilità operativa.
Posizionamento Helyx
Nel nuovo assetto One Group – Three Divisions, Hyris presidia la qPCR distribuita e la piattaforma Hyris System™; Vytro porta la logica PCR verso applicazioni cliniche IVD e deep multiplexing; Mytho sviluppa servizi e soluzioni custom su NGS e bioinformatica. Il futuro della diagnostica molecolare non appartiene a una singola tecnologia, ma alla capacità di orchestrare piattaforme diverse attorno a bisogni clinici e industriali concreti.
Impatto
Per ospedali, laboratori, partner industriali e investitori, il valore strategico non nasce dalla promessa generica di innovazione, ma dalla combinazione tra evidenza scientifica, qualità regolatoria, scalabilità dei workflow e accessibilità responsabile.
- Snapshot
- Introduzione
- 1. La diagnostica come infrastruttura: dal risultato al percorso
- 2. Decentralizzazione: portare il test vicino al bisogno senza abbassare la qualità
- 3. AI e automazione: utili solo se diventano qualità, non solo velocità
- 4. Medicina personalizzata: dal biomarcatore al percorso clinico
- 5. Cloud, dati e interoperabilità: il livello invisibile che rende scalabile la diagnostica
- 6. Accessibilità globale: innovare non basta se il test non arriva dove serve
- 7. Regolazione e fiducia: il futuro sarà più intelligente, ma anche più controllato
- 8. One Group – Three Divisions: perché la struttura Helyx è una risposta industriale al futuro
- 9. Intervista - Stefano Lo Priore, Executive Chairman di Helyx Industries S.p.A.
- Conclusioni
Snapshot
Diagnostica molecolare
Insieme di tecnologie che rilevano DNA, RNA o altri marker molecolari per identificare patogeni, varianti, mutazioni, biomarcatori e segnali biologici rilevanti per diagnosi, prognosi o scelta terapeutica.
qPCR distribuita
Modello in cui test di real-time PCR vengono eseguiti vicino al punto di bisogno, con strumenti portatili o compatti, mantenendo protocolli standardizzati e governance del dato.
Deep multiplexing
Capacità di rilevare più target molecolari in un singolo test o pannello, con valore particolare nelle applicazioni cliniche dove rapidità, differenziazione tra patogeni e gestione del campione sono decisive.
NGS
Next-Generation Sequencing, tecnologia di sequenziamento massivo parallelo utile quando il quesito richiede esplorazione genomica ampia, customizzazione o analisi bioinformatica avanzata.
AI in diagnostica
Insieme di modelli software che possono supportare lettura del segnale, controllo qualità, interpretazione assistita, monitoraggio operativo e gestione dei dati, senza sostituire la responsabilità clinica e regolatoria.
FAIR data
Principi di gestione dei dati scientifici orientati a rendere i dati findable, accessible, interoperable e reusable, particolarmente rilevanti quando la diagnostica diventa connessa e multi-sito.[11]
Introduzione
Parlare del futuro della diagnostica molecolare significa parlare del futuro stesso della medicina. Negli ultimi anni il settore ha dimostrato quanto un test possa modificare il tempo della decisione clinica, la gestione dei flussi ospedalieri, la sorveglianza epidemiologica e l’accesso alle cure. La Lancet Commission on diagnostics ha descritto la diagnostica come una componente essenziale dei sistemi sanitari, ricordando che una quota molto ampia della popolazione mondiale continua ad avere accesso limitato o assente a strumenti diagnostici adeguati.[1]
Questa prospettiva sposta il tema oltre la tecnologia. Il punto non è soltanto avere piattaforme più veloci, pannelli più ampi o algoritmi più sofisticati. Il punto è capire come queste capacità possano entrare in sistemi reali: ospedali, laboratori clinici, reti territoriali, programmi di screening, industrie farmaceutiche e partner OEM. La diagnostica molecolare del futuro sarà definita tanto dalla sua precisione analitica quanto dalla sua capacità di essere implementata, governata e resa accessibile.
Per Helyx Industries S.p.A., questa lettura è particolarmente importante perché coincide con il nuovo assetto industriale del gruppo. Helyx non si presenta più come singolo perimetro tecnologico, ma come ecosistema articolato: Hyris per la qPCR distribuita e la piattaforma Hyris System™; Vytro per prodotti e servizi medicali PCR/IVD e deep multiplexing; Mytho per NGS custom, bioinformatica e servizi ad alta specializzazione. Questa architettura consente di leggere il futuro della diagnostica non come una gara tra tecnologie, ma come una convergenza tra strumenti, dati, qualità e applicazioni.
L’obiettivo di questo articolo è delineare una visione strategica credibile: meno slogan, più traiettorie concrete. Decentralizzazione, AI, medicina personalizzata, cloud diagnostico e accessibilità globale non sono capitoli separati. Sono livelli di una stessa trasformazione: il passaggio dalla diagnostica come singolo test alla diagnostica come infrastruttura distribuita e intelligente.
1. La diagnostica come infrastruttura: dal risultato al percorso
La diagnostica molecolare è stata spesso raccontata come una questione di performance analitica: sensibilità, specificità, limite di rilevazione, numero di target. Questi parametri restano fondamentali, ma non esauriscono il valore del test. In un sistema sanitario sotto pressione, il valore nasce anche da ciò che accade dopo il risultato: quanto rapidamente viene comunicato, se è comprensibile, se entra nel fascicolo del paziente, se consente di isolare un caso, scegliere una terapia, evitare un ricovero o attivare una sorveglianza.
La Lancet Commission ha sottolineato che migliorare l’accesso alla diagnostica richiede strategia nazionale, finanziamento, forza lavoro, regolazione, qualità e integrazione con i servizi sanitari.[1] Questo è un messaggio chiave anche per l’industria: una tecnologia diagnostica non diventa rilevante perché è elegante in laboratorio, ma perché riesce a inserirsi in un percorso operativo più ampio. Da qui deriva una conseguenza strategica: il futuro non sarà dominato da una piattaforma unica. Sarà dominato da architetture capaci di collegare più livelli. La qPCR resta centrale quando serve rapidità, ripetibilità e misurazione mirata. Il deep multiplexing diventa decisivo quando più target devono essere letti in parallelo in un contesto clinico. L’NGS entra quando la domanda richiede ampiezza, discovery, customizzazione o stratificazione genomica. Il software tiene insieme il dato, il controllo qualità e la tracciabilità.
Questa visione spiega perché il modello One Group – Three Divisions di Helyx è strategicamente coerente: Hyris, Vytro e Mytho non sono tre etichette commerciali, ma tre logiche industriali complementari. La loro convergenza permette di rispondere a bisogni diversi senza forzare una tecnologia in contesti per cui non è la migliore risposta.
2. Decentralizzazione: portare il test vicino al bisogno senza abbassare la qualità
La decentralizzazione è uno dei trend più forti della diagnostica molecolare. Non significa semplicemente “fare test fuori dal laboratorio”; significa progettare workflow in cui il campione, lo strumento, il software, la qualità e il reporting restano controllati anche quando l’esecuzione avviene vicino al paziente o al punto di decisione.
Il mapping ECDC sui dispositivi point-of-care per malattie infettive mostra come il POCT sia ormai parte delle strategie di sorveglianza, prevenzione e controllo in Europa, pur con differenze importanti tra Paesi, setting e livelli di implementazione.[3] La stessa letteratura sui laboratori point-of-care in microbiologia evidenzia che la riduzione della distanza tra campione e analisi può abbreviare i tempi di risposta e migliorare la gestione operativa, a condizione che il modello sia presidiato da governance e qualità.[5]
Lo studio COV-19POC ha reso tangibile questo principio: l’introduzione di test molecolari point-of-care in ospedale ha ridotto il tempo medio di refertazione da 21,3 ore a 1,7 ore, con effetti sulla gestione dell’isolamento e sui flussi dei pazienti.[4] Il dato è nato in un contesto pandemico, ma il principio resta attuale: quando il risultato arriva nella finestra in cui la decisione clinica viene presa, il test smette di essere solo un output tecnico e diventa leva organizzativa.
Per Helyx, questa traiettoria è soprattutto Hyris. Hyris System™ integra bCUBE™, bAPP™ e reagenti in una logica di qPCR distribuita. La letteratura peer-reviewed su bCUBE™ ha mostrato il potenziale di strumenti portatili per l’esecuzione di test molecolari rapidi in contesti non pienamente centralizzati.[14] Una valutazione clinica su saliva ha inoltre descritto bCUBE™ come innovazione POCT in grado di ridurre il tempo di analisi rispetto ai percorsi tradizionali.[15]
Il punto strategico è evitare un equivoco: decentralizzare non significa frammentare. Una rete distribuita non deve produrre risultati locali isolati, ma dati leggibili e confrontabili. La vera sfida, quindi, è rendere il test vicino al bisogno mantenendo standard, supervisione e tracciabilità.
3. AI e automazione: utili solo se diventano qualità, non solo velocità
L’intelligenza artificiale è entrata stabilmente nel discorso sulla diagnostica. Tuttavia, in ambito molecolare, il suo valore non sta nell’effetto narrativo. Sta nella capacità di rendere alcuni passaggi più coerenti, più tracciabili e meno dipendenti dalla variabilità manuale: lettura delle curve, flag di anomalia, controllo qualità, gestione dei log strumentali, supporto alla refertazione e monitoraggio di rete.
La guida WHO su etica e governance dell’AI in salute richiama sei principi, tra cui autonomia umana, sicurezza, trasparenza, responsabilità, equità e sostenibilità.[6] Questo è un punto cruciale: nel settore diagnostico l’AI non può essere trattata come un semplice acceleratore commerciale. Deve essere validata, monitorata e integrata in sistemi di responsabilità chiari. La regolazione sta andando nella stessa direzione. L’IMDRF ha pubblicato nel 2025 i principi di Good Machine Learning Practice per dispositivi medici con AI/ML, con un approccio orientato all’intero ciclo di vita del prodotto.[7]
In Europa, l’AI Act introduce un quadro regolatorio orizzontale che si interseca con le normative medicali quando l’AI entra in dispositivi e software ad alto impatto.[8] Per Helyx, l’AI va letta come livello di sistema. In Hyris, può supportare la qualità operativa della rete qPCR distribuita; in Vytro, può contribuire alla standardizzazione dei workflow clinici e alla lettura di pannelli multiplex; in Mytho, entra naturalmente nella bioinformatica, nell’analisi di dati NGS e nella gestione di pipeline custom. In tutti e tre i casi, però, la regola non cambia: AI utile significa AI validabile, spiegabile nel contesto d’uso e coerente con un sistema qualità.
Questo è anche il messaggio per partner e investitori. Il valore non è “avere AI” in una slide. Il valore è dimostrare dove l’AI riduce variabilità, aumenta tracciabilità, abbrevia un passaggio critico o rende più scalabile un processo.
4. Medicina personalizzata: dal biomarcatore al percorso clinico
La medicina personalizzata è uno dei campi in cui la diagnostica molecolare mostra con più chiarezza il proprio valore. Identificare mutazioni, profili di risposta, biomarcatori o segnali genomici permette di stratificare pazienti e percorsi. Ma anche qui serve cautela: la personalizzazione non coincide con “più dati” in modo indiscriminato. Coincide con dati utili, validati e collegati a decisioni cliniche. Ashley ha descritto la medicina di precisione come un modello in cui dati genomici, fenotipici, ambientali e clinici convergono per rendere prevenzione e terapia più mirate.[9] Nel frattempo, l’integrazione della genomica nei sistemi sanitari è diventata un tema di responsabilità globale, che richiede standard condivisi, generazione di evidenza, infrastrutture dati e percorsi di implementazione sostenibili.[10]
In questa prospettiva, Vytro e Mytho hanno ruoli diversi. Vytro è la divisione in cui la PCR clinica, i kit IVD e il deep multiplexing possono tradurre quesiti diagnostici definiti in soluzioni utilizzabili da ospedali e laboratori. Mytho, invece, opera sul piano NGS: servizi custom, progettazione di pannelli, analisi bioinformatica e supporto a laboratori che hanno bisogno di risposte genomiche più ampie o personalizzate. La distinzione è importante: non tutto ciò che è personalizzato richiede NGS, e non tutto ciò che è rapido può essere ridotto a PCR. La scelta tecnologica dipende dalla domanda.
Il futuro della medicina personalizzata sarà quindi ibrido. Ci saranno percorsi in cui la qPCR o il multiplex clinico sono la risposta più efficiente; altri in cui l’NGS è necessario per esplorare una firma genetica complessa; altri ancora in cui le due tecnologie convivono, con NGS in fase di discovery o caratterizzazione e PCR in fase di routine, controllo o monitoraggio.
5. Cloud, dati e interoperabilità: il livello invisibile che rende scalabile la diagnostica
La diagnostica molecolare del futuro produrrà più dati, in più luoghi e con più finalità: clinica, sorveglianza, qualità, logistica, ricerca applicata, sviluppo prodotto. Senza un’architettura dati coerente, questa ricchezza rischia di diventare frammentazione. I principi FAIR indicano una direzione utile: i dati scientifici devono essere più facilmente reperibili, accessibili, interoperabili e riutilizzabili.[11] Applicati alla diagnostica, questi principi non significano apertura indiscriminata del dato clinico, ma progettazione di sistemi capaci di rendere i dati governabili, auditabili e riutilizzabili nei limiti di privacy, sicurezza e destinazione d’uso. Il cloud diagnostico, quindi, non va inteso come semplice deposito. È il livello che permette di vedere una rete di strumenti come sistema, non come somma di device. Consente distribuzione di protocolli, monitoraggio di performance, raccolta di log, tracciabilità dei risultati, gestione degli aggiornamenti e supporto alla qualità multi-sito. In una rete decentralizzata, questo livello è essenziale quanto il dispositivo.
Nel modello Helyx, questa logica è particolarmente evidente in Hyris: bCUBE™ è il nodo strumentale, bAPP™ è il livello software e organizzativo, i reagenti e i protocolli rappresentano la standardizzazione del processo. Per Vytro, la stessa logica può sostenere workflow clinici più robusti; per Mytho, i dati NGS richiedono pipeline, annotazione, interpretazione e gestione bioinformatica strutturata. Il dato diventa così il punto di continuità tra le tre divisioni
6. Accessibilità globale: innovare non basta se il test non arriva dove serve
Uno dei messaggi più forti della diagnostica contemporanea riguarda l’accesso. La WHO Essential Diagnostics List nasce per aiutare i Paesi a definire liste nazionali di test essenziali e migliorare l’accesso a strumenti diagnostici affidabili.[2] Il tema è particolarmente importante perché l’innovazione diagnostica rischia di ampliare il divario se resta confinata a pochi centri ad alta specializzazione. Il framework REASSURED per la diagnostica decentralizzata richiama requisiti molto concreti: test real-time connected, easy to collect, affordable, sensitive, specific, user-friendly, rapid and robust, equipment-free o con equipment semplificato, deliverable agli utenti finali.[13]
Non tutti questi requisiti sono sempre pienamente raggiungibili, ma il framework aiuta a valutare se una tecnologia sia davvero utilizzabile in contesti reali, non solo convincente in laboratorio. La visione strategica deve quindi bilanciare due spinte: da un lato, aumentare complessità analitica, multiplexing, AI e capacità genomica; dall’altro, rendere il sistema più semplice da implementare, mantenere e controllare. È qui che la dimensione industriale diventa decisiva. L’accessibilità non si costruisce solo abbassando il prezzo del test; si costruisce con supply chain, formazione, stabilità dei reagenti, software intuitivo, assistenza tecnica e qualità documentabile.
Per Helyx, questo significa evitare una narrativa unica. Hyris può portare qPCR distribuita in contesti operativi dove la prossimità è il fattore critico. Vytro può presidiare il laboratorio clinico e i percorsi IVD dove servono pannelli e validazione. Mytho può supportare laboratori e centri specialistici quando la domanda è genomica, custom e bioinformatica. Accessibilità non vuol dire fare tutto ovunque: vuol dire mettere la tecnologia giusta nel punto giusto.
7. Regolazione e fiducia: il futuro sarà più intelligente, ma anche più controllato
La diagnostica molecolare sta diventando più potente, ma anche più regolata. In Europa, l’IVDR ha ridefinito requisiti, classificazione, evidenze e responsabilità per i dispositivi diagnostici in vitro.[12]
Questo è particolarmente rilevante per il multiplex clinico e per i software che supportano interpretazione, reporting o gestione del dato. La regolazione non deve essere letta solo come costo. È una condizione di fiducia. In un settore dove un risultato può orientare isolamento, terapia, screening o scelta del percorso oncologico, la qualità documentata diventa parte integrante del valore industriale. Un prodotto diagnostico competitivo non è solo quello che funziona bene in sviluppo; è quello che mantiene performance, tracciabilità e governance quando scala.
Questo rafforza il senso della struttura Helyx. Hyris presidia la dimensione piattaforma e distribuzione; Vytro presidia il piano clinico/IVD; Mytho presidia l’area NGS custom e bioinformatica. La separazione tra divisioni aiuta anche a comunicare meglio le responsabilità: non ogni tecnologia ha lo stesso perimetro regolatorio, non ogni prodotto ha lo stesso utilizzatore, non ogni dato richiede la stessa forma di interpretazione.
8. One Group – Three Divisions: perché la struttura Helyx è una risposta industriale al futuro
Il futuro della diagnostica molecolare non sarà lineare. Alcuni segmenti cresceranno per prossimità e decentralizzazione; altri per ampiezza del pannello; altri per profondità genomica e bioinformatica; altri ancora per integrazione software e controllo qualità. Un gruppo che vuole presidiare questo scenario deve evitare due errori: restare troppo concentrato su una sola tecnologia o, al contrario, disperdere la propria identità in troppi messaggi.
Il modello Helyx prova a rispondere a questo equilibrio. Hyris è la divisione della qPCR distribuita: piattaforma, hardware, software, reagenti, workflow decentralizzati. Vytro è la divisione della biologia molecolare clinica, dei prodotti e servizi medicali PCR/IVD e del deep multiplexing per ospedali e laboratori. Mytho è la divisione NGS e bioinformatica, focalizzata su servizi custom, pannelli su misura e supporto specialistico. Insieme, le tre divisioni permettono una narrazione “beyond PCR” senza negare la centralità della PCR nei contesti in cui resta la tecnologia più adatta.
Questa architettura è utile anche per i partner. Un laboratorio clinico che cerca soluzioni IVD ragiona in modo diverso da un partner OEM interessato a workflow distribuiti; un centro genomico che vuole pannelli NGS custom ha esigenze diverse da una rete territoriale che deve ridurre il TAT. La forza di Helyx sta nel poter rispondere con perimetri distinti, ma all’interno di una visione industriale comune.

Stefano Lo Priore
9. Intervista - Stefano Lo Priore, Executive Chairman di Helyx Industries S.p.A.
D: Quando parliamo di futuro della diagnostica molecolare, qual è il cambiamento più importante da cogliere?
Stefano Lo Priore: Il cambiamento più importante è che la diagnostica non può più essere vista come un momento isolato. Non è solo “faccio un test e ottengo un risultato”. È un’infrastruttura che deve entrare nel percorso clinico, nel territorio, nei dati e nella capacità di risposta del sistema sanitario. La tecnologia conta moltissimo, ma da sola non basta. Il valore nasce quando il test arriva nel punto giusto, nel tempo giusto, con una qualità controllata e con un risultato che può essere utilizzato davvero.
D: La decentralizzazione è spesso raccontata come spostamento del test fuori dal laboratorio. È una definizione sufficiente?
Stefano Lo Priore: No. Spostare un test non significa automaticamente creare valore. La decentralizzazione funziona solo se resta governata. Devi avere protocolli, tracciabilità, software, formazione e controllo qualità. Altrimenti rischi di moltiplicare punti di esecuzione senza creare una rete. La nostra idea è diversa: portare la diagnostica più vicino al bisogno, ma dentro un sistema comune. È qui che una piattaforma come Hyris diventa strategica: non è solo lo strumento, è il modo in cui lo strumento entra in un workflow.
D: Come si inseriscono Hyris, Vytro e Mytho in questa visione?
Stefano Lo Priore: Le tre divisioni servono proprio a evitare confusione. Hyris è la piattaforma distribuita: qPCR, software, reagenti, workflow decentralizzati. Vytro è il fronte clinico, dove la PCR diventa prodotto e servizio medicale per ospedali e laboratori, con una logica IVD e deep multiplexing. Mytho è l’area NGS e bioinformatica, quindi un livello diverso: più custom, più specialistico, più vicino a bisogni di genetisti e laboratori avanzati. Non vogliamo dire che una tecnologia risolve tutto. Vogliamo costruire la risposta giusta per ogni domanda.
D: L’AI è una parola molto usata. Dove vede il suo valore reale in diagnostica?
Stefano Lo Priore: Il valore reale non è sostituire il professionista. È aiutarlo a lavorare meglio. In diagnostica l’AI deve ridurre rumore, non crearne. Può aiutare a leggere segnali, individuare anomalie, standardizzare controlli, monitorare strumenti, rendere più rapido un passaggio. Ma deve essere validata e governata. Io non credo nell’AI come effetto speciale. Credo nell’AI come parte di un sistema qualità.
D: Che ruolo avrà l’NGS nella strategia futura?
Stefano Lo Priore: L’NGS è una tecnologia straordinaria quando la domanda richiede profondità. Ma proprio per questo non va banalizzata. Con Mytho vogliamo affrontarla in modo serio: pannelli custom, bioinformatica, dialogo con il laboratorio e con il genetista. Non è un catalogo generico. È un approccio specialistico. La cosa interessante è che NGS e PCR non sono nemici. Possono essere complementari: una può aprire il campo, l’altra può tradurre alcuni segnali in routine più rapida e ripetibile.
D: Qual è il messaggio per investitori, partner e istituzioni?
Stefano Lo Priore: Il messaggio è che la diagnostica molecolare è una leva strategica, non solo un mercato tecnologico. Chi investe in questo settore deve guardare oltre il singolo prodotto: deve guardare piattaforma, qualità, dati, regolazione, scalabilità e capacità di costruire partnership. Helyx nasce per questo: essere un gruppo industriale capace di collegare innovazione scientifica e applicazione concreta. La visione è ambiziosa, ma molto pratica: rendere la diagnostica più vicina, più intelligente e più affidabile.
Conclusioni
Il futuro della diagnostica molecolare sarà definito da una combinazione di prossimità, automazione, precisione, dati e accesso. La decentralizzazione ridurrà la distanza tra test e decisione; l’AI potrà rendere più standardizzati alcuni passaggi; la medicina personalizzata aumenterà il bisogno di biomarcatori e informazioni genomiche; il cloud trasformerà strumenti isolati in reti; la regolazione renderà più selettivi i modelli realmente scalabili.
La traiettoria è chiara: la diagnostica non sarà più soltanto una funzione tecnica dietro le quinte, ma una componente attiva della medicina predittiva, preventiva e personalizzata. Tuttavia, questa evoluzione richiederà sobrietà. Non tutti i test devono essere decentralizzati; non ogni dato richiede AI; non ogni domanda clinica richiede NGS. Il futuro sarà forte quando sarà appropriato.
In questa cornice, Helyx Industries S.p.A. può essere letta come un gruppo costruito per presidiare tre livelli complementari. Hyris rende la qPCR distribuita, connessa e operativa. Vytro porta la PCR clinica verso il deep multiplexing e i percorsi IVD. Mytho apre il fronte NGS e bioinformatica custom. La visione non è sostituire una tecnologia con un’altra, ma costruire un ecosistema capace di scegliere lo strumento giusto per ogni problema. Per gli stakeholder sanitari e industriali, la domanda decisiva non sarà “qual è la tecnologia più innovativa?”, ma “quale infrastruttura diagnostica rende più tempestiva, affidabile e sostenibile la decisione?”. Da questa domanda passerà gran parte del valore futuro della diagnostica molecolare.
Fonti e Bibliografia
[1] Fleming KA, Horton S, Wilson ML, et al. The Lancet Commission on diagnostics: transforming access to diagnostics. The Lancet. 2021;398(10315):1997-2050. DOI: 10.1016/S0140-6736(21)00673-5. Link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34626542/
[2] World Health Organization. Model List of Essential In Vitro Diagnostics (EDL). Official WHO resource page. Link: https://www.who.int/teams/health-product-policy-and-standards/assistive-and-medical-technology/medical-devices/selection-access-and-use-in-vitro
[3] ECDC. Assessment of point-of-care testing devices for infectious disease surveillance, prevention and control – a mapping exercise. 2022. Link: https://www.ecdc.europa.eu/en/publications-data/assessment-point-care-testing-devices-infectious-disease-surveillance-prevention
[4] Brendish NJ, Poole S, Naidu VV, et al. Clinical impact of molecular point-of-care testing for suspected COVID-19 in hospital (COV-19POC). Lancet Respir Med. 2020;8(12):1192-1200. DOI: 10.1016/S2213-2600(20)30454-9. Link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33038974/
[5] Drancourt M, Michel-Lepage A, Boyer S, Raoult D. The point-of-care laboratory in clinical microbiology. Clin Microbiol Rev. 2016;29(3):429-447. DOI: 10.1128/CMR.00090-15. Link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27029593/
[6] World Health Organization. Ethics and governance of artificial intelligence for health: WHO guidance. 2021. Link: https://www.who.int/publications/i/item/9789240029200
[7] IMDRF. Good machine learning practice for medical device development: Guiding principles. IMDRF/AIML WG/N88 FINAL:2025. Link: https://www.imdrf.org/documents/good-machine-learning-practice-medical-device-development-guiding-principles
[8] Regulation (EU) 2024/1689 of the European Parliament and of the Council laying down harmonised rules on artificial intelligence (Artificial Intelligence Act). EUR-Lex. Link: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2024/1689/oj/eng
[9] Ashley EA. Towards precision medicine. Nat Rev Genet. 2016;17(9):507-522. DOI: 10.1038/nrg.2016.86. Link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27528417/
[10] Stark Z, Dolman L, Manolio TA, et al. Integrating genomics into healthcare: a global responsibility. Am J Hum Genet. 2019;104(1):13-20. DOI: 10.1016/j.ajhg.2018.11.014. Link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30609404/
[11] Wilkinson MD, Dumontier M, Aalbersberg IJJ, et al. The FAIR Guiding Principles for scientific data management and stewardship. Sci Data. 2016;3:160018. DOI: 10.1038/sdata.2016.18. Link: https://www.nature.com/articles/sdata201618
[12] Regulation (EU) 2017/746 on in vitro diagnostic medical devices (IVDR). EUR-Lex. Link: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2017/746/oj/eng
[13] Land KJ, Boeras DI, Chen XS, Ramsay AR, Peeling RW. REASSURED diagnostics to inform disease control strategies, strengthen health systems and improve patient outcomes. Nat Microbiol. 2019;4(1):46-54. DOI: 10.1038/s41564-018-0295-3. Link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30546093/
[14] Martinelli F, Perrone A, Della Noce I, et al. Application of a portable instrument for rapid and reliable detection of SARS-CoV-2 infection in any environment. Immunol Rev. 2020;295(Suppl 1):4-10. DOI: 10.1111/imr.12857. Link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32329102/
[15] Padoan A, Cosma C, Aita A, et al. Hyris bCUBE SARS-CoV-2 rapid molecular saliva testing: a POCT innovation on its way. Clin Chem Lab Med. 2022;60(5):766-770. DOI: 10.1515/cclm-2022-0008. Link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35041302/















