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21 gennaio 2026



Tempo di lettura [minuti]: 8


Vision & Strategy

Intervista con il CEO: Innovazione e futuro di Helyx Industries

In questa intervista, Nicola Basile — CEO di Helyx Industries S.p.A. — racconta l’evoluzione del Gruppo: dall’integrazione tra Ulisse Biomed e Hyris al rebranding che ha consolidato l’identità Helyx e il nuovo assetto industriale a tre divisioni complementari (Hyris, Vytro, Mytho). Parliamo di diagnostica decentralizzata, sostenibilità, sviluppo internazionale e accessibilità tecnologica, con un taglio B2B pensato per stakeholder, partner industriali e decisori.




Nicola Basile

CEO & CFO
Helyx Industries S.p.A.

Helyx Industries ha attraversato una trasformazione importante: dall’integrazione tra Ulisse Biomed e Hyris fino al rebranding in Helyx. Come descriverebbe l’origine di questa identità e cosa rappresenta oggi per il Gruppo?

Il punto di svolta è stato il percorso di integrazione tra Ulisse Biomed e Hyris: un’operazione avviata nel 2023 e completata nel 2024, che ha unito competenze industriali e sviluppo tecnologico in un’unica traiettoria. Il rebranding in Helyx Industries S.p.A. non è un cambio cosmetico: è la formalizzazione di una maturità industriale e di una struttura più chiara verso il mercato.
Oggi Helyx significa presidiare l’intero stack, strumenti, software, reagenti e servizi, con tre divisioni complementari che rendono l’offerta più leggibile e scalabile. E significa farlo con gli standard di governance e trasparenza di una società quotata.

Nel passaggio a Helyx Industries, quali priorità vi siete dati per rendere l’integrazione davvero operativa (non solo “raccontata”)?

Due priorità: disciplina industriale e coerenza di esecuzione. Da un lato, allineare processi, qualità e governance per far lavorare il Gruppo come un sistema unico, con regole chiare e responsabilità definite. Dall’altro, trasformare l’integrazione in scelte operative: roadmap realistiche, focus su scalabilità, e una gestione rigorosa di ciò che sviluppiamo internamente rispetto a ciò che abilitiamo tramite partner. Il valore, per noi, si misura sulla capacità di consegnare soluzioni affidabili, replicabili e sostenibili nel tempo.

Oggi il Gruppo è articolato in tre divisioni (Hyris, Vytro, Mytho). In che modo questa struttura chiarisce l’offerta per clienti e partner?

La logica è semplice: tre ambiti, tre “motori” industriali. Hyris copre la qPCR distribuita e l’operatività in contesti decentralizzati; Vytro è focalizzata su soluzioni PCR in laboratorio e IVD, con approcci avanzati come la multiplazione profonda; Mytho sviluppa NGS su misura, con panel custom e bioinformatica avanzata. Questa chiarezza riduce ambiguità commerciali e tecniche: ogni interlocutore sa subito dove si colloca il proprio caso d’uso e come si integra con il resto del Gruppo.

Guardando ai prossimi 3–5 anni, quali sono le principali direttrici di sviluppo strategico e tecnologico di Helyx?

Stiamo lavorando su una roadmap pluriennale con un obiettivo preciso: rendere la diagnostica molecolare più accessibile, più scalabile e più integrabile nei processi reali, clinici e industriali. Questo significa spingere sull’innovazione di prodotto e sull’ampliamento del menu diagnostico, ma anche su aspetti meno visibili e decisivi: automazione dei flussi, affidabilità, interoperabilità e capacità di industrializzazione.
Parallelamente, vogliamo rafforzare la presenza internazionale e le partnership, mantenendo un approccio pragmatico: crescere dove la tecnologia risolve problemi concreti e dove possiamo garantire qualità ed esecuzione coerente nel tempo.

La diagnostica decentralizzata è un tema centrale nel mercato attuale. Perché ci credete così tanto e in cosa il vostro approccio è diverso?

Ci crediamo perché cambia il rapporto tra dato e decisione. La diagnostica decentralizzata non è “fare un test fuori dal laboratorio” per principio: è portare capacità analitica dove serve, quando serve, riducendo attriti logistici e tempi morti. Con la divisione Hyris, l’approccio ruota attorno a Hyris System™: un ecosistema che combina strumenti qPCR compatti (bCUBE™) e una piattaforma cloud (bAPP™) per il controllo, la gestione e l’interpretazione dei risultati. Questo abilita scenari concreti: dall’uso in reparto ospedaliero fino a contesti sul campo, dove il dato deve essere disponibile rapidamente e condivisibile in modo strutturato. La differenza, per noi, sta nella combinazione tra operatività, connettività e modello di piattaforma, non nel singolo device.

Parliamo di sostenibilità. Come la interpretate in un settore ad alta tecnologia come la diagnostica molecolare?

Per noi sostenibilità significa soprattutto due cose: accesso e responsabilità operativa. Accesso, perché portare strumenti e test in contesti a risorse limitate ha un impatto sociale diretto; responsabilità operativa, perché ogni scelta tecnologica ha conseguenze logistiche ed energetiche.
Un esempio è lo sviluppo di reagenti progettati per ridurre vincoli di conservazione e logistica, e più in generale l’evoluzione di soluzioni che rendono praticabile la diagnostica anche in scenari complessi.
Infine, c’è la sostenibilità di filiera: i servizi di sviluppo e OEM permettono di trasferire tecnologia in modo ordinato e scalabile, anche attraverso partnership industriali strutturate.

A livello internazionale, come state posizionando Helyx? Come si tiene insieme la diversificazione senza perdere focus?

Il posizionamento è quello di un gruppo industriale integrato, con una presenza internazionale e un modello che combina soluzioni dirette e collaborazione con partner. La diversificazione, se gestita male, crea rumore; se gestita bene, crea resilienza. Il punto è mantenere un nucleo coerente: piattaforme e competenze riutilizzabili, adattate a contesti diversi. La modularità ci aiuta a restare focalizzati: non inseguiamo mercati, ma casi d’uso in cui le nostre tecnologie sono realmente abilitanti.

Le tecnologie del Gruppo sono altamente innovative. Come garantite che restino anche accessibili e facili da usare, ampliando la platea di utilizzatori e contesti d’uso?

È un punto a cui teniamo moltissimo: innovazione e accessibilità devono andare insieme. Una tecnologia ha impatto reale solo se viene usata, e usata bene. Per questo progettiamo pensando all’utente finale, che non è sempre un PhD in laboratorio. In concreto: semplificazione e usabilità. Il sistema è pensato per ridurre la complessità operativa, con logiche plug & play e gestione tramite web app (bAPP™), utilizzabile anche in mobilità. Inoltre, l’integrazione di moduli proprietari di AI nel software supporta l’analisi e l’interpretazione dei dati, riducendo attività manuali e rischio di errore. Completa il quadro un supporto strutturato e, dove opportuno, servizi che facilitano l’adozione senza appesantire l’operatività.

Helyx Industries è cresciuta molto e si sta strutturando come gruppo industriale integrato. Dal punto di vista del CEO, come vive la leadership di una biotech in così forte espansione?

È una responsabilità enorme, ma anche una straordinaria fonte di motivazione. Vivo questo ruolo con umiltà e determinazione: so di avere il compito di guidare la visione strategica, ma so anche che nulla si realizza senza un grande team. In una biotech in forte espansione bisogna bilanciare due esigenze: mantenere la spinta innovativa e, allo stesso tempo, costruire una struttura organizzativa solida e sostenibile. Come leader, sento di dover essere il custode della visione a lungo termine e il garante dell’affidabilità nel breve: consegnare risultati concreti con serietà e trasparenza.

In chiusura, quale messaggio vuole lasciare a partner industriali, stakeholder e decisori che osservano l’evoluzione di Helyx?

Che per noi “innovazione” non è solo un claim, ma un impegno misurabile. Vogliamo costruire soluzioni che funzionino nella realtà quotidiana, in laboratorio, in ospedale, sul campo, con affidabilità e rigore. E vogliamo farlo con un approccio aperto alle partnership: quando ha senso industrialmente, collaboriamo; quando serve proteggere qualità e coerenza, integriamo.
Helyx punta a portare la biologia molecolare verso modelli più accessibili, connessi e industrializzabili, senza scorciatoie.


Dalle parole di Nicola Basile emerge una visione di Helyx Industries come realtà in evoluzione costante, capace di tenere insieme strategia e innovazione con un’attenzione molto concreta all’esecuzione. L’integrazione e il rebranding hanno posto le basi di un gruppo industriale articolato in tre divisioni complementari, con una logica di piattaforma che copre l’intero spettro — dalla qPCR distribuita all’NGS su misura. I temi chiave discussi — diagnostica decentralizzata, sostenibilità, partnership OEM, sviluppo internazionale e accessibilità tecnologica — delineano un percorso di crescita orientato a rendere la genetica applicata più fruibile e integrabile nei processi reali, con standard industriali e trasparenza verso mercato e stakeholder.